SPORT e Covid-19 | Che cosa aspettarci

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sport e covid-19 | cosa dobbiamo aspettarci ora?

Gli effetti del Covid-19 sulla gente e lo Sport

Di recente si è fatto un gran parlare di SPORT e Covid-19 e di come le cose cambieranno da ora in avanti in questi ambiti.

Come ogni altra attività con alti investimenti, le perdite sono state notevoli anche per lo SPORT.

Pensiamo alla serie A di calcio, alla F1, al basket, al Tennis di alto livello, giusto per citare gli esempi più eclatanti.  Per le serie minori ovviamente, il prezzo pagato per il lockdown è stato ancora più eccessivo, giocatori professionisti in cassa integrazione mentre campionati e abbonamenti sono stati sospesi chissà ancora per quanto.

 E’ anche un po’ la storia delle varie ASD piccole e grandi presenti sul territorio, private d’un tratto della quota mensile dei propri associati. Non è stato un momento facile nella vita di questo Paese anche se, con un po’ di fortuna e molta cautela, sta passando.

La buona notizia è che si parla di una riapertura del Campionato di calcio di serie A (e forse B) per il 13 Giugno.

Le incertezze sono ancora numerose anche per la mancanza di protocolli precisi sul comportamento da tenere.

Per alcuni infatti sarebbe più plausibile dichiarare nullo questo campionato e ripartire, eventualmente, a Settembre.

Le serie minori non potranno ripartire del tutto, non avendo alcuna possibilità di compensare le spese di adeguamento e controllo anti Corona-Virus.

Altro punto dibattuto in questi giorni è lo spettacolo del calcio e della partecipazione del pubblico allo stadio. Condurre le partite a porte chiuse, senza il sostegno delle proprie tifoserie, sarà uno spettacolo a metà o non lo sarà del tutto. Certo è che gli stadi italiani, per quest’anno, resteranno sigillati.

Stesso discorso per la F1, soprattutto perché risulterà impossibile impedire al pubblico la partecipazione ad alcuni Gran Premi che si estendono su diversi chilometri quadrati, mentre alcuni circuiti attraversano addirittura l’ambito cittadino (pensiamo sopratutto a Montecarlo).  

L’ LBA, la lega basket, si è affidata a dei professionisti del settore per stimare i danni provocati dal lockdown: si parla di 40/45 milioni di euro svaniti dalle casse delle società e della lega stessa.

La serie A di calcio è stata, senza ombra di dubbio, la più penalizzata in questo ambito. Lo sport nazionale ha subito circa 430 milioni di euro di ammanchi solo dalla perdita di sponsor e diritti televisivi (onorati per la metà) nonché 28 milioni di euro persi per lo sbigliettamento mancato.

Sport e covid-19. Il calcio riparte il 13 Giugno 2020. Ma a che condizioni?

Perdite che, c’è da dire, possono essere ripianate dai magnati che detengono le squadre di calcio nel nostro Paese, senza un ulteriore intervento dello Stato a riguardo.

 Stesso discorso vale per la F1 che quest’anno chiuderà il bilancio in perdita di diversi zeri.

Alcune considerazioni

Questo scenario apocalittico, dovrebbe stimolare(ma temiamo non sarà così), a questo punto, un dibattito autentico sul senso dello Sport e del suo valore che va ben al di là del prezzo di cartellino di un giocatore o dei diritti televisivi non pagati o non pagabili causa virus. E’ il valore dato ad un gioco che, se da una parte è mestiere, fatica, sacrifici, dall’altra è anche intrattenimento, business, guadagni stratosferici in un sistema hollywoodiano che, di fronte ad un’epidemia o un evento eccezionale di questa portata, pensa ancora al margine prima di tutto, mascherando una riapertura con i toni del “necessario”. Necessario per chi? Viene da chiedersi. Non per le tifoserie escluse dallo Stadio, non per le persone da casa che hanno già espresso per la maggior parte la totale indifferenza alla ripresa di campionati menomati. E, onestamente, hanno altro a cui pensare in questo momento.

L’ipocrisia celata dietro la necessità (o l’urgenza, giusto per ricordare le opzioni delle nostre autocertificazioni) nasconde il vero bisogno di riavviare una macchina che produce soldi sull’intrattenimento e ha un indotto di notevoli dimensioni. Non c’è niente di male, a patto di esserne del tutto consapevoli.

Lo Stato stesso, nella sua storica formula “Panem et circenses”, pare appoggiare l’andamento intrapreso, quasi che la formula distrattiva e sviante dello sport, riuscisse veramente a far dimenticare a milioni di persone lo stato di calamità che ci ha colpito e la crisi economica che ci perseguiterà ancora per un po’ di tempo.

La priorità pare quella di buttarsi tutto alle spalle e riprendere esattamente da dove avevamo lasciato, senza se e senza ma. Sopratutto senza aver imparato la lezione neppure stavolta.

Sport e Covid-19 – 19/05/2020

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